Mantova

MANTOVA trasformazione di una città.

A Mantova l’evoluzione della città si può percepire seguendo il cosiddetto Percorso del Principe, l’asse viario che percorre la città da nord a sud, collegando Palazzo Ducale e Palazzo Te.

Lungo questo percorso si attraversano idealmente le tre cerchie murarie, oggi perdute, che segnano lo sviluppo urbano partendo dall’area più antica fino ad arrivare al polo rinascimentale. Tra la riva del lago Inferiore e piazza Sordello si estende Palazzo Ducale, una delle più vaste regge d’Europa: un palazzo in forma di città. Quest’area corrisponde alla parte più antica del centro storico, di fondazione etruscoromana. Nel 1328 i Gonzaga, divenuti signori di Mantova, la trasformarono e la resero scenografia adatta alla rappresentazione del proprio potere. Da piazza Ducale si imbocca il voltone di San Pietro, costruito nel Cinquecento su impianto medievale, che segna il limite della prima cinta muraria e conduce nell’area di sviluppo di epoca comunale – rinnovata durante il rinascimento. Qui ci si immerge nel nucleo vitale e commerciale della città, costituito dal concatenamento di piazza Broletto, piazza Erbe e piazza Mantegna. Sulle piazze si affacciano i porticati rinascimentali e alcuni tra i più significativi palazzi della città, pubblici e privati: Palazzo del Podestà, Palazzo della Ragione con la Torre dell’Orologio, La Rotonda di San Lorenzo, la Casa del Mercante, la casa dipinta. Poco più avanti, il Rio delimita la seconda cerchia muraria, che segna l’inizio dell’ampliamento rinascimentale. Da qui si procede lungo via Principe Amedeo fino al limite meridionale della Mantova dei Gonzaga, dove si ritrovano la Casa del Mantegna, il Tempio di San Sebastiano e Palazzo San Sebastiano, in corrispondenza del quale sorgeva la terza cerchia muraria. Proseguendo oltre la terza cerchia si arriva a Palazzo Te, villa suburbana - capolavoro di Giulio Romano - costruita per volere di Federico II Gonzaga con funzioni di residenza, di svago, di ospitalità e di rappresentanza. All’epoca, Palazzo Te sorgeva sull’isola di Tejeto, al centro del lago Paiolo, il quarto lago di Mantova, oggi interrato.

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